Facendo la cantante di musica classica spesso vengo chiamata per andare a cantare anche ai matrimoni. La cosa non mi dispiace anche perchè ho due ensemble con mi piace moltissimo fare musica, cercare sempre nuovi pezzi da proporre. E poi diciamolo...mi piace guardare le spose, lo sposo emozionato, lei che gli stringe la mano, la mamma di lei che i commuove. Chedire...è sempre la stessa storia ma mi piace.
Il fatto è che quando spieghi che ensemble è: Duo voce e Arpa, oppure Voce e Oragano, oppure quartetto d'archi e arpa e voce. Gli spieghi il repertorio, gli fai sentire cosa potrebbero sciegliere, e gli dici che per un duo vuoi 150,00€ a testa o 200,00€ se devi andare molto lontano, ti rispondono che sei caro.
Bene allora spiego per tutti coloro che vogliono la musica classica per la cerimonia:
gli sposi scelgono il repertorio, i musicisti si trovano un paio di volte a provarlo, il giorno delle nozze i musicisti vanno un paio di ore prima a provare nelluogo l'acustica, poi c'è il matrimonio.
Inoltre: costa studiare ed essere sempre tecnicamente bravi (provate a dare un occhio a quanto costa una masterclass), provate a guardare quanto costa una visita dal foniatra (80/100,00€ a visita), provate a guardare quanto costa uno strumento (arpa= una macchina di lusso). Non capisco perchè una parrucchiera per la prova e l'acconciatura può chiedere quello che chiede e nessuno discute mentre il musicista si deve attacare al tram. Ma la gente crede che i musicisti si siano svegliati un giorno sapendo suonare o cantare senza sforzo? Senza studiare tutti i giorni? Senza curare la tecnica e provare ogni volta un passagio che non viene, e ti viene voglia di sbattere gli spartiti contro il muro? Pensano che il talento ci sia sceso dentro attrraverso lo spirito santo???? Io mi sbatto per cercare spartiti, nuovi pezzi, e studio tutti i giorni...Senza contare che dobbiamo vestirci sempre eleganti, chi me li compera i vestiti adatti per non stonare nelle vostre foto????
Sono stanca della gente che pretende che la professionalità sia oro colato...comperatevi un cd e mettetelo su alle vostre nozze.
Vitrei sguardi d'anime assenti
passeggiano per le vie del centro
e gelide mani d'albero
afferrano il vento tremante
che impavido e veloce corre.
Alto uomo con cappotto nero
svetta tra la folla dei pedoni
e il suo cappello quasi arraffato
dalle gelide mani d'albero
quasi ossute presenze invernali.
Gialla e rossa una foglia danza
leggera e divertita sul marciapiede bagnato
ed ecco di nuovo l'impetuoso vento
la rapisce nel suo ballo di spavento
per abbandonarla malinconica sulla via.
Passi strisciati, passi pesanti, passi
nel viale depredato dall'inverno e
sconvolto dal vento, in un sontuoso
lungo cammino di foglie ammassate
come dimenticate da invisibili passanti.
Un merlo nero pece, becca sulla corteccia
e con balzo agitato vola penetrante
tra le gelide mani d'albero scioccate
dal suo impavido volare frenetico
mentre il vento si allontana rumoroso.
(mentre passeggio sul Lungo Parma, e ascolto Bartok con il mio lettore mp3)
Quando prendo la macchina per andare da lui, prendo ampi respiri durante il tragitto, per non agitarmi troppo. Il sole caldo di oggi pomeriggio rifletteva sul parabrezza, e strizzavo gli occhi. I viali erano ricoperti da un soffice strato di foglie gialle, e la vigna rosseggiava di profumo di mosto. Fermo la macchina davanti al suo cancello, e mi controllo il trucco...ho sempre paura che lui non mi trovi abbastanza bella. Scendo dalla mia macchina, suono al campanello e lui apre la porta con il suo dolce sorriso. La sua mano mi avvolge il viso, e chiud gli occhi per sentire tutto il suo profumo. Faccio un passo in avanti per entrare e lui mi afferra il fianco e mi stringe a se, e mi bacia. Sono senza fiato, e vorrei ridere, solo ridere di felicità. Ma l'unica cosa che riesco a fare è perdermi nel suo sguardo. Si sediamo sul divano, e divoriamo le ore in casa, persi l'uno nell'altra. Quando mi sussurra all'orecchio "...dio....quanto sei bella...." penso che il mio cuore si sia fermato un istante. La sua voce mi risuona...e.....io appoggio la testa sul suo petto e dico "...ti amo..".
Novembre, la mia dolce coperta di foglie. Ora c'è il mio principe con cui condividerla.
...nei miei pensieri
Tu...sempre tu
come un principe che mi prende per mano
tu...sempre tu
come un misterioso uomo con mantello
tu ...sempre tu
che mi fai ballare tra le tue braccia
tu..sempre tu
che mi osservi con occhi scuri di passione
tu ...sempre tu
dal sorriso dolce di fiaba
tu ...sempre tu
con le labbra dai baci rapaci
tu...sempre tu
con la voce ironica e maliziosa sul mio orecchio
tu...sempre tu
con il sospiro d'amore sul mio collo tremante.
Il profumo del mattino
illumina il tuo viso calmo
e io sono tua preda
preda tutta del tuo amore.
Un sospiro rapito dalla tua bocca
e sorrido luminosa
ascoltando il tuo cuore che
giocoso batte sotto al mio orecchio.
Una mia ciocca di capelli
solletica le tue dita intrecciate
come petali odorosi d'amore
e bacio la tua pelle palpitante.
I miei occhi ti ricoprono
e la mia mano ti accarezza leggera
creando un tetto
per il profumo dei sogni.

( Quadro di Vito Giarrizzo, LOVERS IN THE NIGHT, http://www.webalice.it/vito.giarrizzo/OPERE_2008.html)

Oggi è sabato, e mio padre ha comperato le caldarroste e non posso fare a meno di ricordare quando andavo a lezione a Bologna. Avvolta in una sciarpa di lana che non aveva un colore preciso, era un misto di fili colorati, forse le riviste di moda direbbero “melange” ma io preferisco descrivere la mia sciarpa comperata su una bancarella del mercato del venerdì alla Montagnola come di un colore non ben preciso. L'aria di Novembre per l'inizio delle lezione all'Università sapeva di nebbia, pioggia sottile e fredda, portici di mattoni rossi, piccioni svolazzanti, carta di giornale, sigarette fatte a mano, caffè all'angolo di Piazza Verdi di fronte al Teatro Comunale, e poi finalmente sotto il portico nei pressi di Piazza Maggiore, difronte alla libreria Feltrinelli, ecco che si poteva sentire quel caldo profumo di caldarroste fumanti, servite in triangoli di carta gialla arrotolati. Non era tanto il gusto delle castagne, che dopo due o tre si aveva la bocca impastata, ma era il tepore nei palmi delle mani infreddolite, il dolce profumo che mi accompagnava attraverso la città salvandomi dall'acre dello smog e delle urine sui muri.

Nel mio allegro paesello si svolge tutti gli anni una festa che dura due fine settimana a Settembre: "La festa della Zucca". Tutti gli organizzatori sono vestiti con abiti rinascimentali: cortigiane, alabardieri, cavalieri, giullari, Duca e Duchessa, Principi, serve, sbandieratori. si tratta di una festa gastronomica. Menu davvero interessante:
Antipasto di affettati misti e scaglie di parmiggiano reggiano e mostarda alla zucca (piccanteeeeeeee)
Tortelli di Zucca (divini) e lasagnette (con ragù di carne e zucca)
Brasato con polenta e zucca fritta
Semifreddo con marmellata di zucca
Il salone in cui io vestita da cortigiana servivo era di ben 125 persone. Vassoi, piatti, piattini, bicchieri, bottiglie, cucchiai, e correre...correre. Mentre servivo un signore al tavolo, due commensali accanto, di una età approssimativamente tra i 40 e i 45 anni mi guardavano e ridacchiavano allegramente. Mi rivolsi a loro pensando che avessero bisogno di qualcosa, ed uno disse all'altro con tono di voce da poter sentire bene: "Sicuramente avrà delle imbottiture nel petto, ..." guardando chiaramente i miei seni al di sotto del corpetto del mio abito rinascimentale. Io tenevo in mano un colmo piatto di tortelli di zucca gocciolanti soffritto...e per una frazione di secondo la mia mente cercava di scacciare l'idea di gettarli sulla nuca del "gentile" "signore". Ma con un tono serio lo guardai in faccia mi chinai verso di lui mostrando il generoso scollo, con una mano tenevo il piatto di tortelli, e con l'altra mi premevo un seno contro l'altro e dissi "non mi pare proprio".
Sono stata sgridata per aver risposto alla provocazione, ma io dissi che non era vero...io avevo risposto ad una cafonaggine, e sono stata anche troppo gentile da non schiacciargli la faccia nel suo piatto di tortelli.
Pensandoci bene, sarebbe stato uno spreco di cibo. Meglio prendere la sua testa e sbatterla semplicemente contro il tavolo...ripetutamente.